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Alla scoperta della Meditazione: dalle origini alle diverse tecniche

La parola meditazione deriva da meditatio, un termine latino che significa “riflessione”.

Lo scopo principale della meditazione è infatti quello di ritrovare una migliore connessione con il nostro corpo e sviluppare una maggiore consapevolezza riguardo a come le nostre emozioni influenzano le nostre azioni quotidiane e il nostro benessere psico-fisico.

Riguardo le origini è davvero difficile collocarne la “nascita” in quanto la meditazione è un’attività innata nell’uomo, addirittura si pensa già presente nell’uomo preistorico come i Neanderthal che avevano capacità cognitive.

Facendo riferimento alla documentazione scritta esistono dei testi antichi risalenti al 1500 A.C in India che riportano la pratica di “Dhyana”, indicata come allenamento della mente e quindi tradotta come “meditazione”.

Ma alcune forme di meditazione sono citate già tra il III e VI secolo A.C dal filosofo cine maoista Laozi che nei suoi scritti, appunto, ne elenca diverse tecniche.

E’ ancora più difficile collocarne ufficialmente la nascita in quanto ci sono molteplici riferimenti alla meditazione in diverse culture e religioni, tra le quali il Giudaismo, l’Islam, il Cristianesimo e il Buddismo, al quale è strettamente legata.

Il dato rilevante però è che, malgrado sia una pratica antica e di cui ancora le origini siano poco chiare, oggi la meditazione continua ad essere adatta alle nostre vite e a mutare con i tempi.

Tornando ad epoche più recenti, la meditazione iniziò ad interessare l’Occidente intorno al 1700 anche se in principio era considerata solo un argomento di discussione da parte di filosofi e intellettuali.

La meditazione come la intendiamo oggi inizia a diventare importante verso i primi del 1900 negli Stati Uniti anche se con la sua introduzione in Occidente comincia a perdere i rimandi alla religione.

Ma cosa è, in parole semplici, la meditazione?

Grossolanamente possiamo dire che la meditazione serve a “scrollarsi” lo stress di dosso ma, ovviamente, c’è molto altro.

Meditare significa focalizzare tutta la nostra attenzione sull’attimo presente, senza distrazione, ansie e preoccupazioni. Significa riuscire a liberare la mente dal groviglio dei pensieri quotidiani e concentrarci sul qui e ora.

Facile a dirsi ma complicato, in apparenza, nei fatti ai neofiti e inesperti.

Esistono diversi stili e tecniche di meditazione. Tra le più diffuse e praticate troviamo:

  • Meditazione Zen. E’ la classica meditazione seduta con le gambe incrociate. Si basa sul controllo del respiro e sulla staticità: bisogna immergersi totalmente con la mente nel momento presente, nel qui ed ora.
  • Meditazione Trascendentale. E’ una tecnica che prevede la recitazione di un mantra. Ovviamente il mantra varia da persona a persona, è una frase che deve avere un significato e strettamente personale. Viene praticata ad occhi chiusi per un tot di tempo ogni giorno.
  • Meditazione Vipassana, deriva da “visione”. E’ la cosiddetta meditazione consapevole, si basa appunto sulla consapevolezza del respiro e si pratica focalizzando tutta l’attenzione su un oggetto materiale o immateriale.
  • Meditazione Mindfulness, è un ramo della meditazione vipassana. Si basa su tre concetti fondamentali: osservare e non giudicare, il qui e ora e la trasparenza emotiva, cioè il saper analizzare le nostre azioni senza preconcetti.
  • Ho’oponopono. E’ una tecnica di guarigione hawaiana dalle origini antichissime. Anche questa tecnica si pratica recitando un mantra.
  • Meditazione camminata. E’ un tipo di meditazione che si pratica camminando e ci permette di svuotare la mente associando anche l’esercizio fisico.
  • Meditazione Kundalini. Questa pratica è più complessa rispetto alle altre perché si concentra sui chakra e sul risveglio specifico di ciascuno di essi.
  • Meditazione dinamica. Si basa sul movimento, si pratica lasciando libero sfogo alle emozioni attraverso la danza.

Ciascuna di queste tecniche ovviamente ha delle caratteriste diverse ma qualunque sia quella che sceglierete di praticare ci sono dei consigli e delle raccomandazioni che valgono quelli che vogliono iniziare:

  1. Innanzi tutto scegli un luogo, un angolo di casa, un parco pubblico, un giardino che sia lontano da fonti di rumore che possano disturbare e farti distrarre durante la meditazione.
  2. Scegli un abbigliamento comodo.
  3. Trova un posizione confortevole, stai seduta a gambe incrociate o con la schiena appoggiata alla parete. L’importante è cercare di mantenere il busto quanto più dritto possibile. Se può aiutarti metti un cuscino morbido su cui sederti.
  4. Isolati dal mondo circostante pieno di distrazioni. Spegni il telefono o silenzia le notifiche può aiutare.
  5. Tieni a portata di mano una felpa o una copertina, durante la fase di rilassamento la temperatura del corpo tende ad abbassarsi.
  6. Regola bene la luce naturale o artificiale della stanza, se può esserti utile accendi una candela profumata.
  7. Socchiudi gli occhi, non devono essere ne chiusi ne aperti, e cerca di fissare lo stesso punto sul terreno
  8. Concentrati sul tuo respiro, sul qui e ora, cercando di eliminare qualsiasi pensiero superfluo.
  9. Visualizza un’immagine in testa che rievochi un pensiero felice oppure ripeti un mantra, un concetto o una parola con un significato importante per te.
  10. Non avere fretta, meditare non è una gara, trova la giusta “quantità” di tempo giornaliera adatta a te.
  11. A meditazione conclusa ritorna lentamente alla “realtà” con consapevolezza e gratitudine.

La meditazione richiede pazienza e costanza ma già dalle prime sedute è possibile vedere gli effetti benefici che questa pratica può portare nelle nostre vite.

I primi effetti positivi si riscontrano da subito sull’attività cardiovascolare, come tutte le attività fisiche, la produzione di endorfine è direttamente collegata al miglioramento dell’umore generale.

Inoltre secondo uno studio pubblicato sul Journal of Neuroscience e condotto da un gruppo di ricercatori del Wake Forest Baptist Medical Center di Winston-Sale (Usa), la meditazione avrebbe un potere analgesico, quindi un’importante risposta al dolore percepito.

Indubbiamente la meditazione ci porta a concentrarci sul “qui e ora” e questo significa riuscire a concentrarsi sul momento presente con più facilità.

Inoltre la meditazione può favorire lo sviluppo del pensiero creativo: una mente calma e concentrata è naturalmente più produttiva e più creativa rispetto ad una mente “preoccupata”.

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