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Le semplici e sane abitudini per una vita in equilibrio

Siamo la generazione più istruita e con la miglior prospettiva di vita dal dopoguerra ad oggi.

Le generazioni precedenti, quella dei “baby boomers” che appartengono alla prima generazione nata nel secondo dopoguerra e quella ancora precedente, che la guerra l’ha vissuta sulla propria pelle, di certo non sono state avvantaggiate con un livello di benessere generale come la nostra.
E’ anche vero però che nonostante il benessere che ci circonda, l’innovazione tecnologica, il livello di medicina avanzato e le cure a disposizione oggi più che mai è diffusissima, proprio nelle società occidentali, la sindrome di burnout.

In poche parole la sindrome di burn-out, che deriva proprio dal termine inglese e che possiamo tradurre come bruciato o esaurito, è una condizione persistente di stress. In genere viene associato al contesto lavorativo ma il burn-out può avere anche altri fattori scatenanti.
E’ l’incapacità di base di un individuo di fronteggiare una situazione fuori dalla propria comfort-zone che provoca insoddisfazione, frustrazione e quella sensazione di “non farcela più”.

Lo stress è, ad oggi, il fattore scatenante di numerose patologie sia fisiche che mentali e colpisce indistintamente tutte le fasce d’età, dai più giovani ai più anziani con effetti a volte devastanti.
Ovviamente è un argomento così ampio che sarebbe davvero riduttivo e irrispettoso cercare di spiegarlo in poche righe.

Sappiamo però che allo stress c’è rimedio.

I livelli di cortisolo, chiamato anche ormone dello stress, infatti si possono abbassare facendo ricorso a sane e buone abitudini che ciascuno di noi può mettere in atto ogni giorno e senza grandi sforzi.

Ovviamente non possiamo non partire che dall’alimentazione.

Il nostro corpo è una macchina meravigliosa ed è fondamentale stare attenti a cosa mettiamo dentro affinché tutto funzioni alla perfezione.
Escludendo infatti alcune intolleranze alimentari specifiche come ad esempio la Celiachia o l’intolleranza al lattosio, le raccomandazioni generali per un’alimentazione sana e soprattutto sostenibile per un minore impatto ambientale sono facilmente eseguibili da tutti.

Per citarne qualcuna:

  • prediligere prodotti a base vegetale , preferibilmente a chilometro zero;
  • limitare l’uso di carne rossa a non più di una volta alla settimana, da compensare in caso con legumi che sono ricchi di proteine;
  • consumare cinque porzioni di frutta e verdura al giorno, evitando quanto più possibile bibite gassate e merendine confezionate industriali;
  • aumentare il consumo di pesce, preferibilmente non proveniente da allevamenti intensivi ma da pescatori locali.

Dopo l’alimentazione, il secondo miglior alleato contro lo stress è sicuramente l’attività fisica.

Ovviamente non parliamo necessariamente di praticare uno sport in particolare, anche una semplice passeggiata al parco produce endorfine, che detta in “soldoni” sono le dirette antagoniste del cortisolo e che inducono sensazioni di piacere e benessere quasi immediato.

Ogni giorno sono sufficienti 20-30 minuti di camminata per diminuire la tensione muscolare e l’ansia.

Spesso non ci facciamo caso ma l’ambiente in cui viviamo immersi ogni giorno è determinante e ha effetti sulle nostre vite.
C’è un’enorme differenza infatti tra chi vive in città super affollate e chi vive in paesi di provincia ma a più stretto contatto con la natura.
Certamente bisogna saper fare di necessità virtù ma sarebbe opportuno immergersi anche un’ora al giorno, magari facendo proprio attività fisica, a stretto contatto con la natura.
La natura è la migliore medicina che esista, alla portata di tutti e senza effetti collaterali!
Le passeggiate all’aria aperta migliorano l’umore, allentano le tensioni e solleticano la creatività a patto di tenere il cellulare in modalità off-line.

Come dice la vecchia locuzione latina, tratta da un capoverso delle Satire di Giovenale “Mens sana in corpore sano”, cioè bisogna tenere una mente sana all’interno di un corpo sano.
Fisico e intelletto sono strettamente collegati e ciò che subisce uno stato influisce anche sull’altro. E’ bene quindi, così come facciamo per il nostro corpo, dare il giusto nutrimento al nostro cervello tramite la lettura.
Non bisogna sforzarsi più di tanto, specie se non si è abituati, basta partire da un paio di pagine al giorno.
L’ideale sarebbe tenere sempre a portata di mano un libro, di qualsiasi genere. Nei momenti “morti” delle nostre giornate, quando si sta in fila alla posta, o in attesa di un cliente, anziché scrollare per l’ennesima volta la home di un social a caso, potremmo impiegare quel tempo per la lettura.
Leggere infatti oltre a ridurre l’ansia aiuta a mantenere la concentrazione, mantiene il cervello allenato e allarga le nostre conoscenze.
Di sicuro ne abbiamo solo da guadagnare.

Infine tra le sane e buone abitudini da mettere in atto di sicuro quella più difficile da praticare è il ritorno all’isolamento: riuscire a ritagliarsi ogni giorno un angolo di silenzio, lontani da tutto e tutti.
Sappiamo bene quanto sia difficile oggi riuscire a staccare la spina anche solo per un’ora da tutti gli impegni di lavoro e di famiglia, in un mondo sempre più interconnesso dove lo scambio di informazioni è determinante nella sua velocità.

Fare un passo indietro, allontanarsi da questo vortice che quasi ci inghiotte è un vero e proprio atto di ribellione e di amor proprio.
Rallentare, isolarsi, meditare, focalizzare il proprio centro e ritrovare il baricentro e l’equilibrio è fondamentale per ritornare a stare bene con se stessi e con gli altri.
Imparare ad ascoltarsi: sei e resti tu la persona più importante.

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