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Yoga: curiosità e suggerimenti di una disciplina millenaria

Lo yoga è una disciplina millenaria che combina in se tre elementi: la respirazione, il movimento e la meditazione.

Ma andiamo con ordine e partiamo dal principio, ovvero dalle origini.

Dove nasce questa pratica?

Molti studiosi concordano sul luogo di nascita, ovvero l’India, in un arco temporale che possiamo individuare intorno al 5000 A.C. In questo paese sono state infatti ritrovate raffigurazioni di alcune posizioni su monete e tavolette appartenenti a quel periodo. Ma non è sbagliato pensare che questa pratica esistesse già prima e gli insegnamenti venissero tramandati in modo orale e non scritto.

Tornando a tempi più recenti, sappiamo che questa pratica venne importata negli Stati Uniti oltre un secolo fa e contemporaneamente anche in Europa.

Ma la domanda più comune e naturale è, ovviamente, cos’è lo Yoga?

Possiamo partire dicendo cosa non è: non è una religione, non è troppo difficile né troppo facile, non è solo per le ragazze o solo per chi è magro e atletico.

Lo yoga è lo “sport” più democratico che ci sia, può essere praticato ad ogni età, a qualsiasi livello di preparazione (principianti o esperti) , e si adatta ad ogni stile o periodo della vita tanto che lo praticano anche le donne in gravidanza!

Si tratta di una pratica molto personale, dove è fondamentale imparare a “sentire” il proprio corpo, riconoscere i limiti fisici e capire fino a dove è giusto spingersi, quali limiti non superare.

Infatti, anche se la maggior parte delle posizioni dello yoga sono sicure è bene non cercare di forzare nessun movimento. Lo yoga è rispetto del proprio corpo, con la pratica e la costanza nel tempo si riescono a fare anche le posizioni più difficili.

I benefici sono evidenti già dalle prime lezioni e riguardano sia il fisico ma soprattutto la mente.

E’ dimostrato che lo yoga può aiutare a gestire lo stress, alleviare la depressione e l’ansia , migliora l’umore e la qualità del sonno, migliora la flessibilità, l’equilibrio e il coordinamento, riduce il dolore e rafforza muscoli e ossa.

Ma quando è il momento migliore per fare yoga?

Beh, diciamo che non c’è un momento preciso o consigliato della giornata perché la verità è che può essere praticato a qualsiasi ora del giorno, sia al mattino presto che alla sera prima di andare a dormire.

C’è infatti chi preferisce alzarsi presto, verso le 6 del mattino, e ritagliarsi un momento della giornata in cui non ci sono distrazioni dal mondo esterno, il cellulare non suona per lavoro, la maggior parte della gente è ancora addormentata e anche i rumori fuori saranno limitati. IN questo modo ci si può focalizzare bene sulla giornata che sta iniziando, risvegliare mente e il corpo in modo graduale e controllare meglio l’ansia e i pensieri negativi.

Allo stesso modo c’è chi preferisce la sera, specie dopo una lunga giornata lavorativa, per resettare la mente e rilassare i muscoli contratti per lo stress.

Adesso che sappiamo qualcosa in più sulla teoria possiamo iniziare a parlare della pratica.

Prima di tutto è importante mantenere costantemente il focus su due cose: il controllo del tuo respiro e l’esecuzione dell’Asana, ovvero “la posizione”.

Una lezione di Yoga può avere una durata variabile dai 45 ai 90 minuti ma inizia sempre con esercizi di respirazione associati all’esecuzione di una serie di posizioni fisiche, le Asana appunto, per terminare con almeno 10 minuti di rilassamento finale, spesso accompagnato da qualche minuto di meditazione o recita di un mantra.

Ma cos’è l’Asana?

E’ la componente fondamentale di tutti gli stili di yoga, ovvero la posizione, in generale possiamo descriverli come l’insieme di movimenti particolari da eseguire in sequenza e che hanno ciascuno una funzione.

Ogni Asana corrisponde ad una posizione specifica, come la posizione di base del cane a faccia in giù o quella del guerriero, inclusi ad esempio nella sequenza del SALUTO AL SOLE, una tra le sequenza base di yoga e utilizzata come riscaldamento iniziale.

In generale si contano 84 Asana, di cui 32 essenziali e 12 definite posizioni regine dello yoga perché permettono di lavorare su tutto il corpo.

Possiamo dividere le Asana in grandi gruppi: 

  • posizioni in piedi (posizioni erette, ingegnere fatte per prime per riscaldare);
  • posizioni di equilibrio (aiutano a sviluppare la forza necessaria per altre posizioni più impegnative);
  • piegamenti all’indietro (flessioni leggere ed estensioni della colonna vertebrale);
  • posizioni sedute ( come allungamenti dei fianchi e dei muscoli delle gambe, in genere eseguiti a fine lezione a corpo caldo);
  • posizioni di riposo o supine ( come la posa del bambino, ideali per ogni volta che si ha bisogno di una pausa, tra queste posizioni troviamo la Savasana che richiama il rilassamento finale del corpo e della mente).

Esistono inoltre molti stili di yoga, tra i più famosi e più praticati troviamo:

1) Hatha yoga, adatta per i principianti perché è una pratica più lenta rispetto ad altri stili;

2) Vinyasa, Ashtanga, più impegnativa ma sempre strutturata su più livelli, principiante, intermedio e avanzato;

3) Iyengar yoga, si concentra sul corretto allineamento e spesso usa oggetti e supporti per mantenere la postura corretta;

4) L’ho yoga è lo yoga praticato in un ambiente caldo, che rende i corpi più flessibili ma non va bene per chi soffre di pressione o problemi cardiaci;

5) Lo yoga Kundalini, usato come yoga curativo, queste lezioni possono comprendere momenti di meditazione, canto e spiritualità;

6) Una pratica in particolare, chiamata PRANAYAMA, comprende solo esercizi di respirazione, aiuta a concentrarsi, a non divagare con la mente e si coordinata con l’esecuzione corretta dell’asana.

E’ davvero impossibile non riuscire a trovare lo stile adatto alle proprie esigenze!

Quindi una volta trovato non serve altro che scegliere un abbigliamento comodo, pantaloni o pantaloncini, scegliere dei calzini antiscivolo per avere la miglior presa possibile sul pavimento ( c’è chi preferisce rimanere scalzo/a), munirsi di blocchetti, coperte e cinture che potrebbero servire per eseguire meglio alcune asana e ritrovare il proprio “centro di gravità permanente”.

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